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Game of Thrones 6: la rivincita delle donne

Me lo sono riguardato un'altra volta oggi, il nono episodio della sesta serie di Game of Thrones, per gustarmi ancora meglio le due battaglie, soprattutto quella dei due bastardi che da il titolo alla puntata.

È davvero fatta bene: costruita bene, filmata bene, attuata bene; e, guardando i filmati già presenti anche su YouTube che la analizzano in ogni sua parte, se ne apprezzano ancor più i dettagli.

Cioè, era ora che quelli della HBO investissero un po' di soldi in cavalli e arcieri e soldatini, ché fino ad ora il più delle volte avevamo dovuto usare un po' di fantasia e moltiplicare nelle nostre menti le truppe già moltiplicate grazie alla magia della CGI. E, per farcela vivere ancora meglio, han deciso di seguire quel che accade all'uomo che, più che miracolato, ormai ricorda tanto Bruce Willis nel film "Unbreakable": sembra non ci sia niente che lo può far morire, neppure nubi di frecce che si trasformano in pioggia mortale per tutti gli altri, neppure decine (centinaia?) di umani ed animali che gli passano sopra... Lui niente, si spolvera il pellicciotto, si scrosta un po' di sangue dagli occhi giusto per vedere dove va, e via che continua a correre. Non saprà niente, 'sto giovinotto, ma certo sa come sopravvivere alla maledizione della famiglia Stark, che anche in questa serie miete le sue vittime.

Ho letto alcuni commenti e articoli sul fatto che, con questo episodio, le donne comincino a far pendere la bilancia dalla loro parte, affermandosi dove i maschi hanno fallito. Intrigante come idea, sì, ma è davvero così? A me non pare, se si considerano almeno i 3 personaggi che appaiono in questo episodio:

  1. Sansa: sì, si prende la sua vendetta, alla fine, ma davvero riesce a scuotersi di dosso tutto quello che di male le è capitato, almeno negli ultimi mesi? Ne dubito, credo invece che abbia finalmente trovato il passaggio per il lato oscuro, un po' come Anakin Skywalker quando sterminò i predoni colpevoli di avergli rapito la madre. E, poi, dimostra davvero almeno altrettanta insipienza strategico/tattica del fratellastro Jon: ma come, sai che stanno per arrivare i rinforzi che cambieranno la direzione in cui soffia il vento, e non lo dici ai tuoi uomini, lasciandoli andare a morire in una carneficina che vede formarsi collinette di cadaveri?
  2. Daenerys: torna a casa, dove il buon Tyrion è riuscito a rimettere in sesto una città, e la prima cosa che vuole fare è radere tutto al suolo? Davvero, è ancora una ragazzina, con un potere tremendo tra le cosce (no, non quello! Mi riferisco al drago che cavalca...), e se non fosse che è affiancata da persone che la sanno consigliare per il meglio, temo che regnerebbe facilmente su di un cumulo di ceneri.
  3. Yara: era pronta per prendere nelle mani il potere che le spettava, e se lo vede soffiato da un uomo (lo zio) che nessuno ha visto per anni; ha bisogno del fratello per perorare la propria causa, anche dopo tutto quello a cui è stato sottoposto; e deve mendicare l'appoggio di un'alleata potente, accettando di mettere da parte tutto quello di buono (?) che la tradizione del suo popolo si è tramandato di generazione in generazione (ma sì, dai: saccheggi, stupri, rapimenti, pirateria...)

Non vedo davvero né vincitori né vincitrici, in questo episodio. E il modo in cui Davos guarda alla strega rossa rigirandosi tra le mani il pupazzetto della bambina che adorava mi fa pensare che non per tutte le donne il futuro sia così roseo come molti credono...


Commenti

Il giorno 25/06/2016, Massielena ha scritto:
E' sicuramente vero che le donne sono protagoniste in questi ultimi episodi, ma a mio avviso ci sono dei vincitori ed io al momento ne individuo almeno 2:
Tyrion che ora ha un potere decisamente grande e grazie alle sue strategie è riuscito per l'ennesima volta non solo a sopravvivere, ma ad avere un ruolo ben al di sopra di quello di consigliere;
I Bruti che insieme a Jon Snow sono entrati a Grande Inverno; mi resta nel cuore l'immagine del gigante che soccombe sotto l'ultima scoccata del povero "bastardo" Bolton, ma essa è emblematica di come un popolo ora abbia trovato la sua dignità (sempre che ne avesse bisogno) ed una casa al di quà del muro.

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inserita il 23/06/2016
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