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Shazbot, Robin Williams!

Shazbot, caro Robin! Ti saluto con il tuo saluto, quello che forse non molti ricorderanno dalla sigla di Mork e Mindy, avendo sempre in testa solo il "na-no na-no" che ha contribuito alla tua fama, quasi avessi bisogno di una strana stretta di mano per dimostrare la tua qualità.

Di attore, di intrattenitore, di imitatore (magistralmente omaggiata dalla Disney quando ti hanno assegnato il ruolo del Genio della lampada di Aladdin), di stand-up comedian.

Per tutti sei stato il deejay Adrian Cronauer che dava la sveglia al mattino con il suo Good Morning, Vietnam! e il professor John Keating della scuola dell'Attimo Fuggente, l'eterno bambino nel Peter Pan raccontato da Spielberg e il medico che voleva far sorridere i pazienti in Patch Adams, la bambinaia bizzarra di Mrs Doubtfire e il professore del genio ribelle Will Hunting (parte che ti è valsa, finalmente, un premio Oscar, anche se quelli dell'Academy avrebbero potuto forse essere meno parchi).

Ma se scorro la lista di personaggi che hai interpretato, mi ritornano in mente lo strano assassino che gioca una lunga partita a rimpiattino in Insomnia, il gay Armand di Piume di Struzzo, il ragazzino rapito dal gioco Jumanji o il Leslie che vuole recuperare la sua fabbrica di giocattoli in Toys, il sassofonista del Circo di Mosca in Mosca a New York, e il lottatore che non riesce a sconfiggere la madre ne Il mondo secondo Garp. E ancora Jacob, il bugiardo che fa sognare il ghetto di Varsavia, e un altro medico, l'Oliver Sacks di Risvegli; e il barbone Parry, caduto nell'abisso e risorto alla ricerca del Sacro Graal ne La leggenda del Re Pescatore, e di nuovo un bambino, Jack, che però questa volta invecchia più rapidamente di tutti gli altri. Per non parlare delle tue puntate nel futuro, come quando ti sei occupato delle scatole nere impiantate nel cervello di facoltosi esseri umani, in The Final Cut, o quando ti sei trasformato in un robot di duecento anni, L'uomo bicentenario, che scopre di dover diventare uomo per potersi realmente innamorare.

Per finire con quello che è il film dei tuoi che, se dovessi salvarne solo uno, credo sceglierei: Al di là dei sogni (What dream may come). Perché la storia di Chris e Annie è incredibile, così come è incredibile il modo in cui viene costruito l'aldilà, quasi fosse un quadro (ma no: una galleria) impressionista. Piena di intensità, di forti tonalità. Triste, ma al tempo stesso piena di speranza, forse un po' come la tua vita.

Si dice che i grandi comici siano sempre un po' tristi, dentro. Probabilmente eri così anche tu, e nessuno è riuscito a salvarti dalla tua malinconia, a farti ridere. Ma io ho deciso che ti ricorderò per l'ingenuo ottimismo di Mork, con la sua improbabile maglietta a righe e i suoi bretelloni. Shazbot, quindi, caro Robin, e buon ritorno su Ork!


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inserita il 12/08/2014
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