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4 dicembre 2016: Referendum, quello con la R maiuscola

In questo caso, devo ammettere che mi spiace non essere in Italia.

Certo, qui a Cuba (!) si sta benino, le lunghe esequie di Fidel Castro sono in corso, la temperatura è certamente superiore a quella di una qualsiasi località della penisola italica di vostra scelta, eccetera eccetera.

Però, domenica 4 dicembre c'è quella cosetta del referendum costituzionale, e a me spiace perdere l'opportunità di votare. Anche perché, da quel che legg(ev)o in internet, ogni voto sarà importante.

Colpa di Matteo Renzi? Sì, anche colpa sua: quando ha deciso di personalizzare il voto, ha ottenuto che chi era possibilista sul sì ma lui gli stava proprio sulle balle ora voterà no, per provare a toglierselo di torno (ci riuscirà, poi? Anche questo è tutto da vedere, immagino in caso di vittoria dei no ci saranno i soliti distinguo, i soliti conti della serva per far vedere che, in fin dei conti, non è andata poi così male come pare).

Doveva farlo? Magari sì, o meglio magari sarebbe successo comunque: questo, almeno, è quello che pensano alcuni commentatori politici, i cui articoli mi sono sciroppato negli ultimi giorni (invece di pensare ad organizzarmi il viaggio a Cuba, furbo io!). Cioè, se non lo avesse fatto lui lo avrebbero fatto gli altri, quelli che ce l'hanno sulle balle, dicendo al popolino che votasse pure "no" per fare sentire la sua voce. Lo stesso popolino che ha forse solo una vaga idea del motivo del contendere. Perché non serve leggere il testo delle modifiche che si vogliono apportare alla Costituzione, vero?, quando ci sono intellettuali come Salvini o Brunetta che ce lo spiegano chiaramente... ehr, occhei, qui l'ho sparata un po' grossa :)

Il mio amico Emanuele oggi mi diceva di aver passato quattro ore a documentarsi e a cercare di capire, per esprimere un voto coerente domani. Fossero tutti come lui... nessuno sarebbe andato a fare shopping pre-natalizio oggi, e questo avrebbe depresso l'economia più della Brexit.

Ma è bene che ci siano persone come lui, che pensano prima di agire. Io, che sono distante e penso di meno, mi limito a dire che voterei sì, per almeno 3 ragioni:

  1. la maggior parte delle modifiche che vengono proposte per la Costituzione Italiana mi convincono sufficientemente; quelle che rimangono, spero vengano messe in ordine dalla legge elettorale che, a quanto sembra, tutti vogliono cambiare (dopo);
  2. condivido l'idea di chi dice che, se perdiamo questo treno per le riforme, trascorreranno anni prima che ne passi un altro; perché tutti i recenti governi che hanno preceduto Renzi hanno dimostrato di non avere la forza o la voglia di affrontare il tema, checché ne dicano i vari D'Alema e Berlusconi, oggi grandi paladini delle commissioni bicamerali che, alla fin fine, non hanno mai prodotto niente; quindi, meglio prenderci dentro adesso che ne abbiamo la possibilità, sperando/facendo-in-modo poi che le cose migliorino effettivamente;
  3. nonostante non mi piacciano i suoi metodi spicci e senza compromessi, e la sua attività per fare tabula rasa intorno a sé rischiando davvero non solo di alienarsi tutti i possibili alleati ma, anche, di danneggiare il sottobosco politico da cui, prima o poi, dovrebbero sorgere i suoi successori, devo ammettere che Matteo Renzi è riuscito a portare a termine tutta una serie di punti programmatici, laddove i suoi predecessori hanno nicchiato e/o latitato (nei casi migliori); certo, molto dipende da fattori contingenti, come il progressivo suicidio del centro-destra o un'Europa indebolita dal colpo della Brexit che fa i conti con la crisi della politica a cui eravamo abituati da decenni, ma non si può negare che lui non abbia saputo cavalcare tali fattori, ottenendo dei risultati; quindi, non vorrei causarne l'allontanamento dal suo attuale incarico, visto che squadra vincente non si cambia.

Come andrà, alla fine? E sopravviveremo? "Chi lo sa" e "sì, come abbiamo sempre fatto" sono le risposte con cui vi saluto da Cuba. Ora tocca a voi esprimervi e, se volete, votare...


Commenti

Il giorno 04/12/2016, Massielena ha scritto:
Anche io voterò si, più o meno per le stesse ragioni citate nell'articolo; ci aggiungo anche il fatto che alle volte bisogna avere il coraggio di cambiare, ed un sistema diverso che prevede un iter legislativo più veloce e l'accentramento di alcune competenze, alla faccia delle derive istituzional/democratiche paventate da molti detrattori, a mio avviso può portare ad una maggiore efficienza dello Stato. Sono d'accordo che se vincerà il no passeranno molti anni per una prossima riforma, ma vorrei ricordare che una decina di anni fa una riforma costituzionale partorita dal governo Berlusconi che prevedeva una buona riduzione del numero dei parlamentari, un senato federale tanto caro ai leghisti e maggiori poteri per il Primo Ministro, che riducevano il Presidente della Repubblica ad un mero rappresentante della Repubblica fu parimenti bocciata dal popolo che evidentemente non gradisce i cambiamenti anche se è pronto a contestare puntualmente lo stato delle cose. Chiudo con dei versi di De Andrè che ben riassumono lo stato delle cose e come andrà a finire in ogni caso:
"Prima pagina 20 notizie 21 ingiustizie lo Stato che fa
Si costerna s'indigna s'impegna
Poi getta la spugna con gran dignità"

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inserita il 04/12/2016
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