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Quel che fa paura

Ci sono cose che fanno paura.

Quello che è accaduto ieri a Bruxelles è, ovviamente, tra quelle. Anche e specialmente nel mio caso, dove va a toccare un nervo scoperto, un punto sensibile: a causa del mio lavoro, mi trovo spesso a fare la coda ai banchi del check-in, e poi a camminare lungo i corridoi infiniti e serpeggianti (tra i negozi del duty-free) degli aeroporti. Ovvio quindi che mi sia facile immagnarmi nei panni di chi ieri è morto, o rimasto ferito, nell'attentato terroristico.

Hanno ragione quelli che dicono che non dobbiamo smettere di vivere, che non dobbiamo darla vinta al terrore, certo. Però, la cosa non fa meno paura, per questo.

Ma non è l'unica: ci sono altre cose che fanno paura, e che giustamente devono farla.

Il 23 giugno, il Regno Unito di Gran Bretagna ed Irlanda del Nord affronterà un referendum per decidere se restare nell'Unione Europea o se lasciarla. Nel caso vincessero i "Leave the European Union", si aprirebbe una fase nuova per tutta l'Europa, perché (a parte la Groenlandia, che essendosi staccata dalla Danimarca ha lasciato anche l'UE) non ci sono precedenti; e perché il Regno Unito ha un peso importante nella politica, nell'economia, persino nella vita sociale dell'UE.

Il mio timore è che darebbe un colpo molto forte all'unione dell'Unione (scusate il gioco di parole), e riattizzerebbe le pretese indipendentiste di molti paesi e/o regioni. Oltre, ovviamente, a spezzare lo stesso Regno Unito: la Scozia probabilmente userebbe il pretesto per indire un nuovo referendum per l'indipendenza, e le possibilità che questa volta abbia successo sarebbero molto alte.

Altra data fatidica: 8 novembre. In quel giorno, gli Stati Uniti d'America eleggeranno il loro nuovo Presidente. Ma forse ancora più importante sarà il risultato che uscirà dalla convention Rebubblicana del 18-21 luglio: se infatti il risultato in campo Democratico sembra assodato, in quello Repubblicano (in questo momento, almeno) c'è ancora il dubbio se Donald Trump verrà o meno eletto come candidato ufficiale del partito.

Donald Trump l'abbiamo ascoltato / letto / visto tutti, negli ultimi mesi. È quello che ha promesso di costruire un muro (vero, non di parole) tra il Messico e gli USA, per impedire ai messicani di entrare negli USA (prima di farlo, dovrebbe forse guardarsi il film A Day Without a Mexican, per farsi un'idea delle conseguenze), o di bandire tutti i musulmani dagli USA (almeno fino a che non gli tornerà voglia di mangiarsi un kebab, suppongo); più tante altre cose che non vale neppure la pena star qui a elencare.

SE (maiuscolo, perché è un grosso "se") gli statunitensi decidessero di scegliere lui come nuovo Presidente, molte cose cambierebbero. E non per il meglio. Sicuramente, non andremmo verso una pacificazione dei conflitti esistenti, ma piuttosto verso una loro radicalizzazione.

Guardando ad est, c'è poi un altro personaggio, questa volta a capo della Corea del Nord, che ha a quanto pare il dito sul grilletto di armi nucleari pronte ad essere usate. Contro chi, non è chiaro. Ma trovo interessante che si sia fatto un grandissimo polverone sull'Iran, come il nemico da (quantomeno) disarmare prima che fosse troppo tardi, e non si faccia nulla per la Corea del Nord. Sarà che in Corea non hanno giacimenti di petrolio? Perché, anche con le ultime elezioni generali, l'Iran ha dimostrato di essere popolato da gente che ha in mente non di attaccare i loro vicini di casa, ma di vivere bene e/o meglio, nonostante quello che possano dire alcuni individui (di una parte e dell'altra).

La lista potrebbe essere lunga, ed includere anche tutti i motivi prettamente italiani per cui dovremmo a mio parere aver paura, o almeno essere preoccupati. Voi, che ne pensate?


Commenti

Il giorno 25/03/2016, Massielena ha scritto:
Se devo dire un mio pensiero, ritengo che ciò che sta succedendo sia anche conseguenza del fatto che le recenti politiche dei governi sono più votate alla difesa di interessi prettamente nazionali in un mondo in cui la globalizzazione dovrebbe invece portare a creare un interesse mondiale; il caso dell'Europa è lampante: abbiamo fatto un'unica moneta ma la politica economica è nazionale con l'Europa che controlla, ma i singoli stati che praticamente se ne fregano; idem per lavoro ed esercito, tanto per citare un altro paio di esempi; ed allora per cosa ci siamo uniti? Se di unità si deve parlare, perchè è giusto che sia così, allora mettiamoci a lavorare assieme davvero e la colpa non è solo della Germania.
Il caso Stati Uniti poi è peggiore visto che vogliono colonizzare il Mondo, hanno mezzi notevoli per farlo, ma stanno facendo i conti con la gente che si incazza perchè loro vogliono fare i padroni in nome di Dio e della libertà, che in realtà si possono trasporre come Denaro e petrolio.
E l'Italia che vende le armi a tutti dove la mettiamo?
Attentati e quant'altro a mio avviso sono la conseguenza di queste politiche sconsiderate; non sono giustificabili, chiaro, chiarissimo, ma magari un campanello d'allarme dovrebbero farlo suonare; invece si torna al nazionalismo.............

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inserita il 23/03/2016
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