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Un'unione (indubbiamente) civile

Wayne e Bob sono due amici miei. Statunitensi, vivono da anni in Messico, paese che adorano. Come adorano i messicani.

Wayne e Bob si son trovati un posticino niente male su Isla Mujeres, un'isola a pochi minuti di aliscafo da Cancun: bella casetta, terrazza che da sull'oceano dove a volte si scorgono delfini e pure balene, piccola piscina nel cortile posteriore che ancora non sanno come riscaldare per benino (abbiamo ipotizzato, durante le nostre conversazioni filosofiche, un sistema di specchi ustori, tipo quelli di Archimede di Siracusa per intendersi, o anche un più modesto e meno pericoloso mulino a vento sul tetto, che fornisca energia elettrica ad una resistenza che, a sua volta, scaldi l'acqua).

Wayne e Bob hanno un cane che ha molta voglia di giocare, e due gatti che invece non ne hanno; la più vecchia c'ha pure tutte le ragioni di questo mondo, visto che pare abbia 25 anni (ma bisognerebbe segarle un braccio e contare gli anelli, per esserne sicuri; e a Gandalf la cosa non piacerebbe affatto).

Wayne e Bob sono felici, anche se a volte si infastidiscono al rendersi conto che molti dei "gringo" che abitano sull'isola non vogliono avere contatti con i messicani e preferiscono costruirsi il loro piccolo ghetto gringo, e si spaventano al pensiero che Donald Trump possa diventare Presidente degli USA (ma chi non si spaventerebbe, a tale pensiero?!).

Wayne e Bob sono gay.

Sì, gay, del tipo che a Wayne piace Bob, e a Bob piace Wayne (tranne quando non sa perdere a carte - abbiamo fatto grandi sfide a burraco e a shithead, e Wayne non era certo la persona su cui scommettere come vincente).

Quella cosa lì, insomma. C'è chi la chiama amore, e c'è chi invece non vuole proprio chiamarla (tranquillo, Giovanardi: non si sono mai baciati, davanti a me!).

Loro non la chiamano: ci vivono e basta. Senza proclami, senza manifestazioni eclatanti, senza nastrini colorati, come del resto fanno la maggior parte delle coppie eterosessuali.

...

Una sera gli ho parlato di quello che sta accadendo in Italia adesso, e gli ho chiesto perché non si fossero mai sposati. E la ragione è stata molto semplice: tasse! Se, infatti, avessero contratto matrimonio, cosa che in Messico potrebbero fare molto facilmente, i redditi dell'uno si sarebbero fusi con quelli dell'altro, alzando massicciamente le spese (mediche, assicurative, ecc.) per uno dei due (non dico chi, giusto per non farvi fare gli affari loro). Tutto qui, niente di nuovo sotto il sole: basti pensare a tutti gli etero che si sposano in regime di separazione dei beni.

Ma sono contenti che finalmente, negli Stati Uniti d'America, la loro patria d'origine, la Corte Suprema abbia dichiarato l'illegalità della proibizione delle nozze tra persone dello stesso sesso.

Gli ho chiesto allora se l'avrebbero fatto, non fosse stato per quella piccola noia esattoriale; e mi hanno risposto di sì, convinti (anche se, poi, Bob se ne è venuto fuori con una battuta fulminante: "sposarci? Ma dopo tutti questi anni, alla nostra età, ma chi vuoi che ci sposi?").

Ma loro, eh?! Che gli altri facciano un po' come preferiscono, ché la propria illimitata libertà finisce sempre dove comincia quella degli altri; almeno, così la pensano Wayne e Bob.

Persone civili, non sembra anche a voi? Molto civili! E unite, pure.

Un'unione (indubbiamente) civile.


Commenti

Il giorno 13/02/2016, Massielena ha scritto:
Non ho nulla da obiettare sulla civiltà delle unioni fra le persone di qualsiasi genere, ma un appunto lo vorrei fare proprio su uno dei motivi per cui la convivenza è meglio del matrimonio: le tasse.
Trovo ingiusto che esista questo tipo di disparità e concordo con chi vuole che la convivenza venga riconosciuta come unione al fine di equiparare le contribuzioni, ovvero le tasse.
Ci sono molti furbetti che approfittano delle agevolazioni date dal monoreddito, pur convivendo ed avendo magari dei figli e questo è solo un esempio, per cui: vi volete bene? vivete insieme? non volete sposarvi? bene, che vi venga riconosciuto lo status di conviventi e che paghiate le tasse come chi è sposato, perchè l'amore non ha prezzo, ma i servizi si ed è giusto che vengano pagati in maniera uguale da tutti.
Il giorno 13/02/2016, Daniele ha scritto:
D'accordissimo: a tutti va concesso il diritto di fare una unione civile, non solo alle coppie non-etero. Perché quel che è successo di recente in Gran Bretagna, dove ad una coppia etero è stato impedito di formalizzare un'unione civile sulla base che per loro già esiste la possibilità del matrimonio è, anch'essa, discriminazione.

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inserita il 13/02/2016
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