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Padre Dall'Oglio e la scelta di aprire le porte

colazione a Mar MusaLe informazioni che arrivano frammentariamente e abbastanza contrastanti dalla Siria fanno temere il peggio, anche se si spera per il meglio: padre Paolo Dall’Oglio, gesuita come l’attuale papa, classe 1954, scopritore e restauratore del monastero di Mar Musa e fondatore della comunità al-Khalil ("l’amico di Dio", in lingua araba), sarebbe stato rapito, forse ucciso, da chi non si sa bene.

Non l’ho mai incontrato, padre Paolo; ma ho incontrato persone che l’hanno incontrato, e soprattutto ho avuto l’opportunità di visitare il suo monastero un paio di volte, durante il mio viaggio in Siria del 2012, e mi ha colpito il suo lavoro, così come il suo sogno.

Nel 1982, quando aveva appena scoperto i ruderi del monastero di Mar Musa, arrampicandosi lungo le erte pareti che lo sostenevano, aveva pensato di andarvi a risiedere, in solitudine, cercando di ritirarsi dal mondo e vivere in pace e tranquillità la propria ricerca religiosa. Non molto dopo, però, immaginò per quel luogo uno scopo ancora migliore: farlo diventare un centro di accoglienza, aperto a cristiani e musulmani e professatori di altre religioni, a chiunque volesse cercare come lui nel silenzio e nella vita semplice il luogo ideale per avvicinarsi al proprio dio, qualunque esso fosse. Aprì le porte della sua comunità a tutti, e da allora siriani e stranieri da tutto il mondo cominciarono a visitarlo, fermandosi qualche ora (come me) o qualche mese, facendo volontariato o, semplicemente, approfittando di un’ospitalità che non veniva negata a nessuno.

Dopo la lunga scalinata che porta in alto, vieni accolto in un luogo semplice, con una chiesetta semplice ma piena di affreschi restaurati nel migliore dei modi, con un refettorio semplice ma dove pane ed olive e formaggio di capra e altri elementi della cucina locale non mancano mai, con delle camerate semplici dove però un materasso comodo ed una coperta ci sono per tutti. E poi, ovviamente, c’è il silenzio della sera, quando i turisti e visitatori giornalieri sono già ridiscesi e tu rimani lì sotto le stelle, a goderti la pace.

Io c’ero capitato per caso, per curiosità, ed il posto mi era piaciuto talmente che avevo deciso di variare il mio itinerario, ricavandomi 24 o poco più da trascorrervi di nuovo, alla fine del mio viaggio in quel paese che ora è messo sottosopra da un conflitto stupido e perciò ancor più pericoloso.

Pericoloso, soprattutto, per gli operatori di pace come Paolo Dall’Oglio, di cui ora non si sa più niente. Che era tornato in Siria, dopo esserne stato cacciato dal regime, per lavorare alla liberazione di altre persone. E che ora è sparito nel nulla.

Io non prego (essendo agnostico, direi che sarebbe quanto meno bizzarro); , con tutto il cuore, che non gli sia successo nulla di terribile, e che riappaia presto, per poter difendere ancora a lungo il suo sogno, e per poter tenere ancora a lungo aperte le porte al dialogo.


Commenti

Il giorno 19/08/2013, Alessandra ha scritto:
Grazie per averci raccontato di padre Paolo Dall'Oglio, è bello conoscere le storie di persone che dedicano la propria vita alla propria missione, e visto che io prego magari posso pregare anche per lui.

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inserita il 14/08/2013
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