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Viaggio a Quisqueia

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Premessa: questo diario di viaggio nasce dagli appunti presi da mesu un delizioso notebook con pecorelle; lo strano formato nasce propriodalle "zone" presenti nel quaderno. Gli appunti sono poi stativerificati con Federica, ed a distanza di due anni (quasi) hofinalmente trovato il tempo di trascriverli...

20 Dicembre 2002

Il tempo oggi: soleggiato, freddo

Chi ho incontrato: un autista FTV che ha saltato la fermata,perché distratto; un dipendente FS che teneva sigaretta accessa nelasala biglietteria, dove è vietato fumare; una ragazza che in trenoparla ad alta voce della propria zia, ed alla quale dico che noi nonsiamo particolarmente interessati; Michele Gazzola con la barba

Diario: ho deciso di lasciare a casa il lettore CD, perchévoglio godermi i suoni di Santo Domingo (ops, Quisqueia!) e la voce diFederica; ho poi optato per jeans neri come le scarpe, per avere almenoun cambio "serio" (tanto, poi, va a finire che non li metterò...); lascelta felpa+pile+kway non mi tiene particolarmente caldo, ma credo dipoter sopravvivere; lo zaino caricato completament in spalla parecomodo, ma per un commento (semi)definitivo bisognerà attendere diaverci camminato un pò assieme; beso Federica sul treno, è splendidacome al solito quando è felice, e ci mangiamo due sottoprodottidell'industria alimentaria nordamericana; parliamo e dormicchiamo finoa Milano; raggiungiamo casa di Michele in metrò, parlottiamo al ritmodi un panettone aperto del futuro di Mike e del presente nostro;optiamo per il materasso singolo normale invece che per quello doppiogonfiabile, e la notte passa veloce.


21 Dicembre 2002

Il tempo oggi: nebbioso a Milano, soleggiato in quota

Chi ho incontrato: una compagnia aerea disorganizzata(AirEuropa): a causa della nebbia, l'aereo da Malpensa subisce unritardo di un'ora e mezza, e non esiste nessuno di AE che ci possa direse l'aereo da Madrid ci aspetterà; aggiungiamo che ci danno postifumatori in entrambi i voli (per fortuna, sulla tratta lunga riusciamoa scambiarli con altri due), che a Madrid ci fanno fare di corsasvariate centinaia di metri per fare il check-in (quando sarebbebastato un pullmino), e che in aereo le cuffie sonoin vendita!

Diario: colazione col solito panettone, saluti a Mike emetrò fino a Cadorna; mi lascio convincere da Federica a prendere ilMalpensa Express (9 euri a cranio!), arriviamo e checkiamo conmostruoso anticipo solo per scoprire che la nebbia ritarderà il primovolo; a mezozgiorno e mezzo riusciamo a partire, e ci tocca sorbirci ilfumo di alcuni scriteriati (è incredibile: è il primo volo che beccoin vita mia su cui si possa ammorbare l'aria); Barajas lo attraversiamodi corsa, e poi di nuovo in volo; un pò di turbolenze ed un bambinofrignone rompicoglioni rompono la monotonia di un volo senza audio, convari pisolini e qualche snack ogni tanto; il cibo non è pessimo, senon si tiene conto di quello che costa (a proposito: leggendo suibiglietti trovo la prova che Skioland li ha acquistati daBackPackersViaggi.Com, ricaricandoceli di un centinaio di euri l'uno...un pò tantino, non vi pare?! e, cavoli, erno loro che me li tenevanobloccati in internet, mannaggia!); arriviamo a Las Americas, quais inorario, e nell'afa e nella calca cerchiamo un taxi; ci chiedono 20-25US$, ne concordiamo 15 con un tipo che probabilmente non è neanchetaxista ma che ci porta a destinazione (e riusciamo pure ad estrargliqualche parola); troviamo camera all'Aida, per 480 pesos, in unastanzina sul tetto con bagno condiviso e ventilatore appeso, e ciaddormentiamo.


22 Dicembre 2002

Il tempo oggi: qualche nuvola all'inizio, poi sole

Chi ho incontrato: le signore dell'Aida, che ci danno un po' di dritte; il frappettaro, che fa frullati con un apparecchioalimentato da un motore a scoppio; uno dei custodi dell'Alcazar, chespontaneamente e gentilmnete ci fa da guida nella costruzione; unaguida ufficiale nel Panteon, che scassa perché ho in testa ilberrettino (e se fossi ebreo?)

Diario: cominciamo il giro del quartiere coloniale alle 8,col secondo fine di trovare dei frullati per colazionare; acquistiamoal market del succo e delle banane verdi; andiamo alla Plaza Colon, perseguire pedissequamente la guida che ci siamo portati dietro, e veniamosubito accerchiati da sedicenti ciceroni; rifiutatili, circumpassiamola cattedrale, che pare chiusa (strano: è domenica), vediamo ilPanteon con il suo grande lampadario, Calle de Las Damas, l'Alcazar diDiego Colombo viceré (che fresca che è, con tutte quelle finestre),un funerale alla cattedrale (ancora chiusa ai turisti); pausa con duebastidas, una al sapor di caco (per Federica) ed una al sapor diformaggio (per me); torniamo all'Alcazar, vediamo Santa Barbara, ilcomplesso monastico-manicomiale di San Silvestro, la colorata esopraelevata Calle Hostos; riusciamo ad entrare nella cattedrale,accodandoci ai fedeli e sorbendoci un pistolotto tenuto da un prete conla volgia di fare l'attore; scendiamo tra las calles (ci sono un fottiodi Arzobispo, da queste parti), vedendo chiese ed arrivando al mare,con un fortilizio e l'immenso busto del frate buono (in restauro);ultima tappa del percorso è la fortezza di Ozama, dove una guidaantipatica e saccente ci si accoda parlicchiando italiano (la "propina"se la scorda!), dove incontriamo i poliziotti che pasciono i cavalli edove ci ripariamo sotto un albero da una leggera pioggerella; torniamoall'Aida,c i riposiamo un pochettino, ed io mi faccio spiegare comeusare i mezzi pubblici dominicani; girando, troviamo un comedor dove unsimpatico cameriere ci aiuta nella scelta, poi andiamo a prendere ilfresco nella piazza dell'Alcazar.


23 Dicembre 2002

Il tempo oggi: sole, caldo, un pò di pioggia nel pomeriggio

Chi ho incontrato: tanta gente in viaggio; una signora chesulla guagua ci offre della frutta; un signore che ci aiuta ad arrivarea Las Galeras; Wilson che ci trova da dormire per 20 US$ e cisuggerisce dove mangiare

Diario: riusciamo a prendere un "carro pubblico" (5 pesos) epoi la guagua (altri 5 pesos) fino ai 3 Ojos; gironzoliamo finché nonarriva l'addetta, poi entriamo in questa caverna con tre laghetti (+1,per raggiungere il quale noleggiamo un Caronte locale); tornati incittà, facciamo un'incursione in un internet-cafe per scrivere a casa,poi andiamo a fare un pranzetto veloce ed i bagagli; amndiamo apigliare un mezzo per Samanà (Federica ha saggiamente suggerito dianticipare la partenza, visto che la capitale non ha molt'altro daoffrire); l'errore che facciamo è quello di prendere una guagua,invece dei più costosi ma meno affollati bus di linea: ci sarannoalmeno 40 persone su un bus per 20! Tra pianti di bimbo, lamentele diadulti, merengue melodico e conati di vomito arriviamo pigiatissimi aSamanà, e di lì saliamo su di un furgone col cassone (noi stiamo nelcassone) fino a Las Galeras; è ormai buio quando arriviamo, el'autista ci indirizza ad un tale Wilson che ci da un bungalow alParadiso Village e ci consiglia un comedor dove mangiamo della carnedeliziosa accompagnata da platano (tipo banana) al forno (le bibite letroviamo al market accanto!); Las Galeras è inondata dal merengue cheesce da un bar-balera, ed il grande finestrone con solo una zanzarieradel nostro alloggio non mi farà dormire benissimo.


24 Dicembre 2002

Il tempo oggi: pioggia notturna, poi soleggiato

Chi ho incontrato: Monique e Pedro, tenutari del B&B doveci installeremo; un bambino che taglia il cocco sulla spiaggia e te looffre dietro mancia; due bambini al comedor, a cui regaliamo un dollaroa testa (per Natale)

Diario: andiamo a far colazione a CasaPorQueNo, e dopo avergironzolato un pò e visto altre case decidiamo di trasferircivi (?!);facciamo trasloco, e poi andiamo in spiaggia (verso il Marina Bay, dove è più calda l'acqua); vediamo un conchiglione, ma memori del fattoche non potremmo portarlo in Italia lo lasciamo dov'è; facciamo il bagno, leggiamo libri (io decido di terminare The Incredible Tide),proviamo a snorkellare in un cosiddetto "acuario natural" (ma non cisono pesci); io provo un'esplorazione in cerca di doccia (al B&Bl'acqua e razionata in quanto piovana), senza risultati; torniamoquando il sole se ne va, ci docciamo e cambiamo; poi, andiamo dai duepadroni di casa per invitarli ad una cena italiana, ma probabilmentefraintendono e lei ci dice che non gradisce gente che cucini in casasua; andiamo al comedor, invertiamo i piatti di carne (ed io ciaggiungo un formaggio che sa di scamorza ed ha la consistenza di unmattone... Buonissimo!); due bimbi ci si avvicinano e ci chiedonoqualche spicciolo, prima di andar via regaliamo loro un dollaro a testa(a volte ci vuol davvero poco per far felice qualcuno, dovrestevederli...); andiamo alla spiaggia, e ci sediamo su una foglia di palmaa canticchiare (io canticchio, lei ascolta, come sempre); al ritorno,un pò di amaca non me la toglie nessuno.


25 Dicembre 2002

Il tempo oggi: sole, qualche nuvola la sera

Chi ho incontrato: una famiglia che vive grazie ad una cascata

Diario: colazione (io Tropical, Federica miele), e poipartiamo per la cascata del Limon; noleggiamo due cavalli, e con laguida raggiungiamo lungo impervi sentieri la cima della cascata;scendiamo a piedi per una settantina di metri, e troviamo la base delsalto d'acqua; io mi ci tuffo, e Federica dalla riva mi fotografa invarie pose; inauguro persino la macchina subacquea impermeabile;torniamo in guagua a Samanà, che è a dir poco orrenda; camminiamo unpò sul Malecon, e poi torniamo al B&B; andiamo in spiaggia efacciamo il bagno, poi torniamo in camera a scrivere; la cena lagustiamo ad un comedor differente, fronte mare: Federica si mangia due"langostas", ed io mezzo pollo, con un contorno di platano tipopatatina rustica e riso (costo alto rispetto al solito, ma nienterispetto all'Italia); ascoltiamo un pò di musica sulla via, e poisulla nostra veranda mangiamo un panettoncino (ed 1 litro di latte!) egiuochiamo a Scarabeo con lettere francesi (provate voi ad usare j, k ew in italiano...).


26 Dicembre 2002

Il tempo oggi: sole, molto sole

Chi ho incontrato: due famigle italiane con un furgoncino anolo; un tipo muto e armato di machete che sulal guagua ci regala unsaporitissimo mango; una Federica basita per aver pagato carissima unatelefonata a casa; un maialino

Diario: abbiamo deciso di andare al Rincon; stiamo perincamminarci per la spesa e la guagua, quando Monique ci propone didividere la spesa di un barcozzo con loro e loro amici - che peròdovremmo aspettare; dopo una quarantina di minuti salta fuori che ilprezzo non cala (rispetto a quanto avremmo speso in due), e noiritorniamo alla guagua; l'ultimo pezzo a piedi in una distesasilneziosa di palme e terra rossa è molto bello; la spiaggia è grandee, essenzialmente, deserta; dopo un primo bagno ed un pò di sole cispostiamo in una baietta ad est, dove tutti vanno perché vicina a dueristorantini; vediamo i nostri padroni di casa, un pò di pesci,qualche cavallo; Federica scrocca un passaggio a degli italiani finoall'incrocio con la strada principale, poi facciamo un pò a piedi finoal passaggio di una guagua; gli altri si stupiscono (un pochettino glirode pure) do vederci arrivare così tardi; cena al solito comedor ("LaBrasa"), solo formaggio e platano e buon pane al cocco questa volta(per una cifra irrisoria); proviamo ad andare a giocare a biliardo, ma è tutto occupato; torniamo a casa, sulle sdraio guardiamo le stelle eparlottiamo in esperanto, poi a nanna.


27 Dicembre 2002

Il tempo oggi: sole al mattino, nuvole e due gocce di pioggia a Las Galeras

Chi ho incontrato: un francese sbruffone che voleva diventar l'anima dell'escursione; pellicani e fregate a go-go

Diario: con la colazione pre-dataci iersera da Monique equalcosa che abbiamo comprato partiamo per Sanchez (il tratto fino aSamanà lo facciamo in taxi condiviso, per una svista nello scegliereil mezzo di trasporto, il che ci costa una quarantina di pesos in più); arriviamo all'agenzia Amilkas, dove ci uniamo ad un gruppo diescursionisti per Los Haitises (una geniale mossa ci permette dirisparmiare 280 pesos perché abbiamo con noi il pranzo); su unbarcozzo bimotore attraversiamo la baia, e cominciamo la visita:isolotti con pescatori che riparano le reti, con foreste di mangrovie egrotte stalattitiche disegnate dai Tainos, con stormi di uccelli diogni tipo - persino avvoltoi - che fanno tanto Jurassic Park; vediamoanche i resti di un viadotto ferroviario, spazzato via da un uragano edora posatoio pubblico; torniamo dall'altra parte della baia, e mentregli altri mangiano noi pigliamo un pò di sole; torniamo a Las Galeras,imbarcando anche un pò di pioggia su una guagua velocissimaa;compriamo due dolcetti in una boulangerie francese, controlliamo seRafael ci ha risposto via e-mail (non l'ha fatto, mentre ci hannoscritto i parenti di Federica... Miii!!); andiamo a mangiare a La Brasaper l'ultima sera, e facciamo foto con i proprietari; camminata,sguardo alle stelle, quattro chiacchiere e poi nanna.


28 Dicembre 2002

Il tempo oggi: bello fino a sera, quando si scatena il diluvio

Chi ho incontrato: due tedeschi simpatici e desiderosi diuscire dal loro villaggio turistico; una istruita e competenteguida-pilota di imbarcazione nella laguna Gri-grì; un custodedeficiente al Museo dell'Ambra di Puerto Plata

Diario: facciamo colazione (alle 8:03) sulla nostra veranda,salutiamo Monique e Pepe e partiamo in guagua; a Samanà, saliamo su diun bus per Rio San Juan dove riusciamo a posizionare in precarioequilibrio i nostri bagagli; la laguna Gri-grì si trova in riva almare, a poche centinaia di metri dalla fermata, e si visita in barca;c'accordiamo con due tedeschi, ed andiamo in escursione; purtroppo, ilmare mosso ci impedisce di arrivare al reef ed alla grotta dellerondini ("columbrinas"), ma possiamo lo stesso vedere garze ed avvoltoi(che passano il tempo aspettando che il "cibo" gli caschi in acqua dainidi); i tedeschi si offrono di portarci a Puerto Plata, e così ciuniamo a loro; dopo aver visitato un parco naturale quasi nascosto inuna "finca", ed aver trangugiato bevande ghiacciate in un bar sulmalecon, riusciamo a raggiungere la dignitosa pensione Atlantico;cerchiamo info sulle guagua, osserviamo di sfuggita le prove di uncanto/ballo in una chiesa avventista nella piazza principale, etroviamo chiuso il portone giurassico del Museo dell'Ambra (lun-sab9-18), che un idiota di guardiano ci dice sarà aperto il giornosuccessivo (falso!); visitamo un'assurda mostra nel palazzoneocoloniale della cultura, e poi assistiamo all'inizio di un concertomultiparrocchiale natalizio; ascoltate quattro canzoni, decidiamo che è abbastanza schifido ed andiamo a cercare da mangiare; raggiungiamoun comedor fastfood appena in tempo, perché si scatena il diluvio; inuna pausa, torniamo a casuccia (sarà che il Signore non ha gradito ilconcerto?!)


29 Dicembre 2002

Il tempo oggi: acqua, tanta acqua (con qualche schiarita)

Chi ho incontrato: due centauri-conchos molto disponibili(per un centone a testa); dei loro amici che ci hanno offerto un tettoper ripararci dalla pioggia scrosciante; una signora che tornava a casaa rivedere il figlio per le feste; il custode bastardo del giorno prima(vedi)

Diario: piove; durante una pausa, visitiamo il piccolo Fortedi San Felipe col suo museo di baionette e pezzi di cannone; sotto ildiluvio constatiamo che il Museo dell'Ambra è chiuso, e mentre Freddieva a stendersi un pò causa freddo io recupero una frugale colazione abase di hamburger e uova; alla mezza c'è una schiarita, e noiscavalchiamo le strade allagate e guaguaiamo fino a Imbert e poi aLuperon; noleggiati due motoconci, voliamo a La Isabela (giacchettinaaddosso, ma che freddo lo stesso!); l'ingresso costicchia 50 pesoscadauno, ma i due padiglioni del museo interno sono ben fatti, conschede schemi e reperti ed un cortiletto con ricostruzioni di capanne estrumenti dell'epoca; nel sito, linee di sassi indicano le fondamentadi varie costruzioni, compresa la casa di Colombo, e lo scheletro diuno spagnolo (o un capo Taino?); utilizziamo le indecenti toilette delsito, causa colpo di freddo durante il viaggio di andata, e poirimontiamo in sella; sotto l'acqua, con gli zaini in spalla, lanciati atutta birra divoriamo la strada (con una breve sosta sotto una tettoiaper impossibilità meteorologica); ripartiamo in guagua, ed arriviamo -dopo due cambi - a Montecristi; una lunga e buia strada ci porta almalecon, dove troviamo alloggio in un appartamento troppo grande pernoi; mangiamo sotto la tettoia di un comedor dove piove dentro (ioassaggio uno stufato di capra alla creola... Troppi ossi!), e sempresotto l'acqua ci rifugiamo nel residence sperando che il tempo migliori(ci dicono che qui non pioveva da svariati mesi).


30 Dicembre 2002

Il tempo oggi: acqua, fondamentalmente acqua

Chi ho incontrato: Rafael Despradel, esperantista dominicano;uno dei camerieri più lenti del mondo; una ragazza che dirige conpugno di ferro in guanto di velluto un fast-comedor; due tipiprobabilmente anglodominicani che ci portano a prendere l'espresso perSantiago

Diario: piove ancora; tiriamo in lungo con la colazione sottola tettoia della sera prima, cerchiamo di telefonare invano a Rafael eguardiamo il cielo; nulla cambia, ed allora facciamo i bagagli, saliamosulla guagua espressa ed andiamo a Santiago; lì non riusciamo a capirela disposizione delle strade rispetto alla nostra mappa, e quindigiriamo un pò a vuoto; non trovando Rafael o altri hotel indicatinella nostra guida, ci dirigiamo al Matun (errore: gli 880 pesos che cichiedono non valgono - come scopriremo - la camera "retrò" ed il bagnodevastato); preleviamo ad un bancomat, e poi andiamo a mangiare in unfast-comedor in cui il cibo è gustoso/tanto/economico e le commessegentili e simpatiche (i dolci col frullato finale sono un toccasana);telefoniamo e troviamo finalmente rafael, che ci raggiunge in hotelalle 21 passate (con una mezz'oretta di ritardo, cosa normale per lui aquanto pare); si presenta con due regali, un ciondolo per Freak ed unamaschera carnevalizia per me (noi, uno dei nostri regali per lui - ilpanettoncino - ce lo eravamo mangiati a Natale...); facciamo unapasseggiata serale, ed andiamo a bere cola (non ghiacciata perFederica) ed a parlare di un sacco di cose, in espero-spagnolo consporadiche parole in altre lingue; ci diamo appuntamento per l'indomanied andiamo in camera (niente piscina, perché piove).


31 Dicembre 2002

Il tempo oggi: pioggia, poi sole, poi pioggia, poi sereno

Chi ho incontrato: i pompieri di La vega, compreso ilsergente Silva ed i suoi denti alternati; la pazza famiglia di Rafael,con padre Gomez e nonna Abelarda compresi

Diario: un pò in ritardo (!), Raffi ci porta a scoprire lacittà; troviamo il Monumento chiuso, ma in compenso ci si aprono leprote dell'Opera Nacionale del Cibao; chiese chiuse, ma edifici aperti(per noi, solo per noi!); ci porta a visitare anche il "mercadomodelo", dove ci facciamo un'idea dei prezzi per i souvenir; e pure igrandi magazzini, dove io acquisto una copia economica de "I raccontide l'Alhambra" e lui una rivista di informazione scientifica, e doveassaggiamo un "Morir sonando" (latte + succo di arancia, molto buono);pranziamo in un altro grande magazzino, recuperiamo gli zainiportandoli in un altro hotel che costa molto meno e che è pure un po' migliore, e poi - con la solita calma - partiamo in guagua per La Vega;la schifida cattedrale è chiusa, ma Rafael riesce ad arrabattarci unavisita alla caserma dei pompieri, completa di dimostrazione di rapidointervento; un pò di luci natalizie in giro per la città, e poi ilritorno; ci diamo una ripulita, ci vestiamo eleganti (lei è, come al solito, abbacinante, ma per me ci vuole un pò più di lavoro),guardiamo un pò di "maratona Star Trek" e di Toys in tv, e poi andiamoin taxi dai Despradel; la seconda famiglia del padre di Rafael è composta anche da madre argentina, due figli (più 1 altro che era lìe che non sappiamo di dove saltasse fuori) ed una nonna, tutti moltogentili; parliamo di viaggi e di programmi per laboratori scolastici difisica, di Italia e di Argentina, di tradizioni e di monumenti;mangiamo "sancocho", e poi come pazzi corriamo fuori in strada adaccendere e lanciare petardetti (la nonna resta in cucina aspignattare, com'ha fatto del resto per tutta la serata; ma un petardofumogeno truffaldino la stana, poveretta!); ci rivediamo nella fotodella macchina digitale di famiglia, parliamo ancora un pò e poi,verso le 2, torniamo a casa grazie ad un cortese passaggio offertocidai nostri ospiti.


1 Gennaio 2003

Il tempo oggi: nuvoloso, poi soleggiato

Chi ho incontrato: un pò di italiani a Bayahibe, con i qualiorganizziamo l'escursione di domani; una coppia di imbranati checomunque ci da un passaggio da La Romana fino a Chavon

Diario: fatti i bagagli, attendiamo Rafael, e con lui andiamoalla stazine della CaribeTours; ci salutiamo, dichiarandoci amiciziaeterna, e poi partiamo; il viaggio è tranquillo e comodo, sebbene susedili separati da un corridoio e guardando AirForceOne e Ramson senzaaudio; guaguaiamo fino a La Romana, poi da lì un passaggio ed un taxiaguzzino ci portano a Bayahibe; non è facile trovare posto, masistematici in un bungalow riusciamo ad organizzare un'escursione aSaona per il giorno dopo; io chiamo a casa (credo che il babbo - dallasua risposta - stesse dormendo); mangiamo al ristorante "La Punta" delcibo ben cucinato, e vediamo passare vassoi di aragoste giganti (maFederica non ne ha voglia, oggi); facciamo una passeggiata, aspettiamosotto il portico che dalla nostra "cabana" con le finestreincellofanate per l'aria condizionata fuoriesca un pò del fumo dellozampirone, e poi ci infiliamo sotto le lenzuola.


2 Gennaio 2003

Il tempo oggi: sole, con qualche nuvola al mattino ed un acquazzone in prima serata

Chi ho incontrato: altri italiani desiderosi di andare inescursione; delle stelle marine desiderose di restare dove sono; laguardia di un villaggio che ci ha impedito di prelevare i soldi dalbancomat; il custode della casa di un miliardario, che arrotondavendendo cocco ai turisti

Diario: ci svegliamo presto, ma decidiamo di ponzare un'altramezz'ora; prepariamo il materiale per l'escursione, facciamo unacolazione buona da cui guadagnamo 20 pesos per uno sbaglio nei resti eci dirigiamo all'appuntamento; gli altri tardano un po', ma riusciamo asalire in 8 su una lancia che ci porta a Saona; passati in mezzo allemangrovie, e dopo un'ora e venti di viaggio raggiungiamo la spiaggia "Playa del Canton", pressoché deserta; sole acqua (ragà, fare l'amorenell'acqua tiepida baciati dal sole ed accarezzati dalle onde è unacosa che dovete provare!) palme sabbia splendidi; ci mangiamo un coccotagliato da un tipo che si arrabbia perché gli diamo "solo" 5 pesos;alle 14 ripartiamo per un'altra spiaggia, ManoJuan, dove diamoun'occhiatina al mercatino locale; infine, sulla via del ritorno cituffiamo in una sorta di riserva per stelle marine (enormi e tante ecolorate - ma non troppo); cerchiamo senza successo un bancomat, e poiandiamo a docciarci e a riposare un pò le accaldate membra; ceniamo inun ristorante (Marallones, o qualcosa di simile) in cui sonolentissimi, non hanno le cose che offrono e ci spelano pecuniariamente(330 pesos!); facciamo un giretto per smaltire il peso dei pesos, e poironf ronf.


3 Gennaio 2003

Il tempo oggi: sole nuvole sole nuvole sole

Chi ho incontrato: un ricco dominicano che ci ha dato un passaggio attraverso Casa de Campo

Diario: ieri ci siamo talmente tanto cotti al sole che oggi,con magliette e pantaloni lunghi, andiamo per acquisti; guaguaiamo finoa La Romana, dove pigliamo radici "potenzianti" ed alcoolici, cremed'aglio e salse piccanti; facciamo merenda (colazione, a dir laverità), internettiamo un pò e dopo, in un supermarket, cerchiamomusica del nostro idolo Frank Reyes (senza successo); scriviamo edimbuchiamo qualche cartolina, compriamo cibo e sigari (promessi aMichele) al market, e poi andiamo fino all'imboccatura della strada perAltos de Chavon; la percorriamo un pò ap iedi ed un pò in autostop, egiungiamo nel paesino inventato dal nulla: tutto è finto, ma il museocon reperti Taino è molto interessante, ed alcune costruzioni sonorealizzate con buon gusto; vediamo l'anfiteatro, dove ogni sera devesvolgersi un triste spettacolo folkloristico ad uso e consumo deituristi, e l'apocalypsiano Rio de Chavon; ripartiamo a piedi, e dopo unbreve tratto un tipo che guida una macchina rombante e parla altelefonino col "su amor" ci da uno strappo, passando attraverso lamiliardaria tenuta di Casa de Campo, e portandoci fino a La Romana, dadove guaguaiamo di nuovo a Bayahibe; andiamo in spiaggia a fare ilbagno e a vedere il sole che tramonta, ci docciamo e poi andiamo amangiare (io prendo crepes con queso y jamon - non ne posso più dipollo -, mentre Freak calamari al pomodoro); passeggiamo un pò lungoil mare, e osserviamo i flutti frangersi sugli scogli (dovesconquassano le barche semiaffondate) finché non ci viene sonno erientriamo nei nostri possedimenti.


4 Gennaio 2003

Il tempo oggi: sole, mucho sole

Chi ho incontrato: molti venditori di souvenir, lungo il molo e la spiaggia

Diario: niente sveglia ad orario fisso, oggi; ma ci fa alzarelo stesso la fame di Federica, che vuole (!) andare a fare colazione;ci informiamo sui prezzi dei dipinti, cercando di individuare imigliori e contrattando un pochettino; esploriamo pure la possibilitàdi fare un'escursione in snorkelling, ma costano tutte molto caro enecessitano di una giornata intera (che noi non abbiamo); andiamo inspiaggia a biscottarci e a bagnarci un po'; Federica ogni tanto parteper cercare di spuntare un buon prezzo per un dipinto che ha visto, manon c'è molto da fare; proviamo a raggiungere a nuoto una zona dicoralli morti, indicataci da una simpatica addetta del dive center, mal'unica cosa che riusciamo a vedere bene sono due uccelli che situffano a candela davanti a noi per pescare il loro pesce cotidiano; unaltro pò di sole, e poi mezz'ora di contrattazione per acquistare unpò di quadri (credo che ce la siamo cavata abbastanza bene); doccia,altro sigaro (questo per Max), scambio di vedute e di pesos/euro condue italiani arrivati ieri, snack sotto il porticato; serie di guaguafino all'aeroporto, dove due motoconci ci portano (noi ed i quadri)fino al terminal dove riusciamo senza problemi ad imbarcarci per laSpagna e l'Italia.


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inserito il 05/10/2006
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