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Spari in lontananza? Peligro!

immagine"Soldatini andate di passo,
non sentite che fate fracasso?
Un-duè, un-duè..." (cantata spesso da mia nonna Sandra)

Quando Federica (chi è? Eddai, non ricominciamo, che poi mi accusano di essere monotematico...) mi raccontava che durante i suoi viaggi di studio a Mosca conviveva con spari che si udivano lontano nella città io restavo perplesso (non capivo come si potesse "convivere" con una cosa del genere), dubbioso (che si trattasse di una leggenda metropolitana?) e leggermente intimorito (e se me la accoppavano?). Ma il perplimimento era quello che la faceva da padrone.

Ora, dopo qualche giorno in La Paz, comincio a capire.

Qui la situazione si sta facendo abbastanza seria. É vero, gli stessi boliviani si prendono spesso in giro dicendo di essere un popolo a cui piace marciare e manifestare, ma gli attriti tra una parte della popolazione (in particolar modo il ceto povero) ed il Governo divengono ogni giorno più seri. Prendete oggi, ad esempio: una marcia iniziata con proclami in piazza San Francisco e proseguita nel tentativo di arrivare al palazzo presidenziale ha visto i manifestanti armati di pietre e (qualche minatore) di dinamite contrapporsi alla polizia armata di lancialacrimogeni. Spari, molti, che si sentivano dall'altra parte della città, e poi l'odore acre dei gas che seguivano le torme che correvano al riparo... Mai provato un lacrimogeno? Io fino ad ora no, ero sempre stato uno studente modello... ma il fumo entrava persino dal portone sprangato dell'ostello, e restava aleggiando nelle "calle" mentre i negozianti cercavano di fugarlo bruciando spazzatura giù dal marciapiede... non è che ti metti automaticamente a piangere, ma senti un'irritazione crescente nelle narici ed ovviamente negli occhi, e cerchi rifugio in un fazzoletto inumidito o in una zona ben arieggiata (fortunatamente, il vento a La Paz non manca).

Passato il momento di blocco totale, ho raggiunto spavaldamente la piazza presidenziale, dove la polizia ancora in assetto di guerra manteneva la posizione dinanzi a manifestanti calmatisi e intenti a mangiucchiare qualcosa; l'arrivo dello "straniero" che si ferma a parlare (e in spagnolo!) ovviamente ha richiamato intorno a me una piccola folla, ed alla fine mi hanno offerto di condividere le loro provviste e mi hanno nominato "manifestante ad honorem".

Perché protestano? Beh, questa è una cosa su cui ci sono molte correnti di opinione. Essenzialmente, pare siano tutti d'accordo che il Presidente Mesa stia portando il Paese alla rovina con il suo indecisionismo (dettato anche dal fatto che Mesa non vuole causare, come il suo predecessore, scontri mortali di piazza); ma su cosa sia indeciso le opinioni divergono: alcuni vogliono cacciare le multinazionali del petrolio dalla Bolivia, altri non vogliono che si venda gas naturale al Cile (nemico di sempre, da quando si è appropriato dello sbocco al mare), altri vogliono l'indipendenza di alcune regioni (Santa Cruz in testa) o vogliono negarla. E, poi, ci sono i "cocaleros", ovvero i produttori di coca, rappresentati dal leader del partito MAS, che stanno gestendo blocchi sulle principali strade nazionali, limitando o rendendo impossibili gli spostamenti via terra (io sono bloccato qui, senza poter visitare l'inca Tihuanaco o addirittura raggiungere il lago Titicaca e di lì il Perù).

Pare che questo pomeriggio abbiano arrestato il leader dei manifestanti, e quindi molti prevedono per domani un inasprimento dei conflitti. Io, che son senza scarpe da ginnastica (da quando sono morte in Cile), e che quindi probabilmente fino a giovedì non potró fare il giro in mountain-bike sulla cosiddetta "strada della morte", domani saró qui ad assistere... spero di potervelo raccontare, poi...

Commenti

Il giorno 25/05/2005, Giovanni ha scritto...
Ciao Daniele, se ti può consolare, nei miei viaggi sono passato attraverso gli scontri di piazza a Tulear (Madagascar) dove la polizia ha sparato ad altezza uomo sui manifestanti, a Varanasi quando gli Indù assaltarono la moschea, in Irian Jaya nel mezzo di una guerra tra tribù confinanti...l'unico consiglio che ti dò e di restare spettatore e magari anche in seconda fila....comunque racconta visto che qua i giornali sembrano ignorare la cosa ! un abbraccio
Il giorno 26/05/2005, Daniele ha scritto...
Ed io racconto...

Secondo giorno (25/5) di mia presenza in prima (!) linea. Molti botti, ma apparentemente niente botte. Un manifestante idiota mi ha tirato un sassetto, a dir il vero con poca convinzione, ed io dopo 4 secondi di incredulità mi son fatto largo tra la folla e gli ho spiegato cortesemente che non era il modo di comportarsi (tutto è finito lì). Un'altra dose (la giornaliera) di gas lacrimogeno, non sono riuscito a schivarlo completamente. Due universitari studenti di giornalismo mi hanno intervistato, spero che il mio spagnolo sia stato decente. Alcuni poliziotti mi hanno raccontato di quanto sia difficile stare dall'altra parte della barricata, insultati e presi di mira e cercando di mantenere la posizione e, soprattutto, la calma. I blocchi proseguono, mentre due colonnelli dell'esercito hanno fatto un tentativo di ammutinamento subito sconfessato dai capi di stato maggiore... E la "venganza de los Sith" continua...
Il giorno 26/05/2005, Luca Scaldaferro ha scritto...
Caro Daniele,
ho scorso un po' il tuo sito e alcuni report.
Complimenti x per lo spirito di avventura e di scoperta. Esperienze che sicuramente ti daranno molto.
Anch'io ho fatto qualche giro gli ultimi anni:
Nuova Zelanda, India e Irlanda. Ogni viaggio con il suo fascino.

Le tue foto dei fratelli scout mi hanno richiamato i molti momenti vissuti insieme. Grazie.
Buona Caccia
Luca
Il giorno 26/05/2005, Giulia ha scritto...
Ciao Luca, un salutone da Giulia Marruccelli di Costabissara.
Complimenti zio: hai uno splendido nipotino!
PS Vai sempre al Palladio ad allenarti in piscina?

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inserito il 25/05/2005
visualizzato: 1657 volte
commentato: 4 volte
totale racconti: 554
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