Hobbiton

immagineCi è andata bene, e il sonno non è stato interrotto da nessuno. Ripartiamo, guida Una (decidiamo di fare un giorno a testa, io e lei: Ann è senza patente, che in un momento di dabbenaggine ha rispedito a casa dall'Australia). Arriviamo a Matamata, luogo reso celebre da Peter Jackson per averci girato le scene riguardanti il villaggio Hobbit del Signore degli Anelli. Mentre le ragazze portano il mezzo da un elettrauto, per far sistemare un problema che abbiamo con la pompa dell'acqua, io sborso 50 dollaroni per una visita guidata del set: un possedimento di campagna, di una famiglia di pecorai che hanno fatto e stanno ancora facendo un sacco di soldi, e dove sono rimaste le intelaiature delle casette dei piccoli omuncoli tolkieniani (il resto del set è stato smantellato quasi subito, come da accordi con il governo neozelandese); ci sono l'albero ed il laghetto della festa, la casa di Bilbo e quelle dei suoi vicini (quella di Sam è stata smantellata), un vento gelido ed un sacco di turisti imboniti dalle locali guide.

Torno dal giro, il problema è stato risolto con un interruttore, e ripartiamo alla volta di Rotorua. Raggiungiamo il posto, meta forse più famosa nell'isola settentrionale, quando è ormai tardi per partecipare ad una serata di folklore Maori; ergo, ci dirigiamo un pò a sud e troviamo un buon luogo per cucinare un bbq in riva ad uno dei molti laghetti vulcanici della zona (siamo proprio a cavallo di una faglia, e se non scoppia tutto domani sarà il giorno dopo o quello dopo ancora). Prima di andare a dormire, però, facciamo una "riunione di famiglia", perché dobbiamo risolvere una serie di piccoli attriti che si son venuti a creare in questi due giorni, specie tra Ann e me; Una fa da pacere quasi imparziale, e quindi - dopo molto parlare - riusciamo a ricomporre l'armonia necessaria per proseguire il viaggio.

Il giorno seguente, visitiamo Wai-o-tapu: decine di sorgenti termali creano laghetti colorati, sulfurei e fumanti. Una interruzione nella visita ci permette di vedere l'esplosione di un geyser ('attivatò ogni mattina alle 10:15 con un pò di sapone nel camino vulcanico), poi torniamo alle nostre pozze colorate e ce le gustiamo fino a dopo pranzo. Mangiamo, e torniamo a Rotorua, dove saltiamo su di un bus che ci porta ad un villaggio Maori: canti, danze, giochi e discorsi, e poi una cena teoricamente cucinata in modo tradizionale... dico teoricamente, perché il tutto mi sa molto di preconfezionato, e per la somma che paghiamo (80 sacchi a testa) pure sovrapprezzato... cosa che ci è confermata da una sorta di anarchico del villaggio, che ci dice che quel che vediamo è solo quel che vogliono farci vedere. Ovvio, no?!

Commenti

Il giorno 29/09/2004, Massielena ha scritto...
Molto interessanti le ultime sei righe di questa pagina di diario e le ultime sei della precedente (on the road again)........sembrano (sono) identiche....Daniele non perdermi colpi proprio adesso!!!!!!!

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inserito il 23/09/2004
visualizzato: 1750 volte
commentato: 1 volta
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