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Operazione Desert Storm

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Un simpatico gentiluomo conosciuto sull'aereo che mi ha trasportato in questo lembo di terra mi aveva consigliato, se ne avevo la possibilità, di visitare almeno una delle oasi egiziane. Nagui poi mi ha raccontato delle sue escursioni nel deserto, e quindi domenica mattina di buon'ora mi sono presentato alla stazione bus Turguman e sono salito su una corriera notevolmente impolverata (per fortuna, non altrettanto scassata) che in circa 6 ore mi ha portato all'oasi di Bahariya. Al mio arrivo, un amico di Nagui che avevo contattato nei giorni scorsi mi ha estratto meticolosamente dalla ressa di procacciatori di clienti per le locali agenzie, risparmiandomi il solito gioco del "mister, mister" e cercando di trovarmi una escursione già in partenza a cui unirmi (quella che aveva in programma lui per altri clienti, e a cui mi aveva proposto di aggregarmi, era infatti stata annullata).

Mi trova un autista, e parto su 4x4 assieme a questi e ad altri quattro viaggiatori (un malese, una giapponese e due messicani... sembra l'inizio di una barzelletta) alla volta dei meravigliosi deserti del circondario. Eh sì, perché il fascino di questa zona in particolare non risiede nell'oasi in sè stessa, tipico villaggio polveroso in cui cercano di rubarsi i clienti a vicenda, ma nel fascino di alcuni deserti particolari che si trovano nei pressi... o quasi: si tratta pur sempre di svariate decine di chilometri. Visitiamo una zona nota come "montagna di cristallo", in cui varie formazioni rocciose contengono alti quantitativi di cristalli di quarzo, per poi dirigerci velocemente verso il "deserto bianco", dove l'azione dell'acqua e poi del vento ha scavato e inciso le rocce fino a dar loro forme che, se in generale ricordano quelle dei funghi, divengono ogni volta che le si guarda più complesse; ecco quindi il leone, la pantera, la gallina, l'uomo che guarda la luna e tante, tante altre ancora, che noi riusciamo a vedere nella coloratissima luce del tramonto.

Il nostro autista prepara il bivacco, trasformando l'auto con delle tende in un rifugio per la notte, con tanto di fuoco scoppiettante. La cena, molto semplice ma gradita da tutti (da me, poi, in particolare, visto che tra una cosa e l'altra non ho nè colazionato nè pranzato), speriamo sia solo il preludio ad una interessante serata di racconti beduini... ma siamo fuori strada (in tutti i sensi): se dagli altri campi intorno, di cui intravediamo i fuochi, arrivano musiche e suoni di divertimento, dal nostro giungono solo lo scoppiettare del fuoco e il tic-tic continuo del cellulare di quello che dovrebbe essere il nostro affabulatore, più interessato a scambiare sms con il mondo intero. Provo io a destare un pò di interesse con quattro chiacchiere sulle stelle che fanno capolino tra le nubi, ma il morale degli altri è molto basso e alle nove siamo già nei nostri sacchi a pelo.

L'idea è quella di svegliarci all'alba, ma la pioggia arriva prima. E, se all'inizio si tratta di poche gocce, che non inzuppano le coperte che ci proteggono e non ci impediscono di fare colazione e smontare il campo, appena ci mettiamo in marcia si scatena una vera e propria tempesta.

Il nostro autista, che da ora chiamerò demente per praticità, non ha neppure i tergicristallo, quindi guida tenendo la testa fuori dal finestrino. Vuole portarci ad una sorgente di acqua calda, per fare il bagno, e si stupisce quando gli facciamo notare che visto l'acquazzone è forse meglio mutare il programma del mattino ed andare prima a vedere il "deserto nero", distesa di rocce e sabbie laviche che formano una serie di rilievi conici molto belli. La pioggia ci da finalmente tregua, e torniamo all'oasi, dove il demente cerca anche di infinocchiarci non restituendoci i soldi presi "nel caso fossero venuti i custodi del deserto e si fosse dovuto pagare il biglietto d'ingresso"; non gliela fa, però, o almeno non con me (gli altri non so se sono stati altrettando decisi, li ho avvertiti e glielo auguro).

Mi aggiro un pò per l'oasi, ma devo dire che mi stradelude; peraltro, le decantate sorgenti di acqua calda sono in realtà delle vasche in cui pompano l'acqua pescata a più di 1000 metri di profondità, e solo con scopi irrigatori per le piante (ovviamente l'acqua viene lasciata sbollire, prima di arrivare alle piante): gli abitanti dell'oasi ne approfittano per farsi il bagno ogni giorno, risultando così in un gruppo di beduini particolarmente pulito. Vorrei tornare prima al Cairo, ma non riesco a cambiare il biglietto già comprato, causa pienone sul bus; quindi, mi cerco un hotel, e ne trovo uno che ha riaperto i battenti da qualche giorno senza che vi abbiano fatto grandi lavori di manutenzione: nella stanza che mi danno manca l'acqua, allora me ne danno un'altra e qui è il boiler che perde... dopo solo 2 ore arriva un idraulico, che "ci mette una pezza" spaccando un pò il muro... "sorry, sorry", mi dicono gli svariati general manager (ne conto almeno 5, mentre sono solo 3 le donne che fanno le pulizie) del posto, proponendomi persino di lavorare con loro (vista la disorganizzazione ed il menefreghismo imperanti, direi che non è proprio il caso). La sera Khaled passa a prendermi ed andiamo ad una delle sorgenti calde, ne approfittiamo per parlare un pò della storia dell'oasi e dei suoi abitanti. Pare una persona davvero seria, contenta del lavoro che fa come guida nel deserto ma allo stesso tempo dispiaciuta che tutto si stia riducendo a chi cattura più turisti con il prezzo e le prestazioni più bassi... in un'ora apprendo sul deserto più cose da lui che in un giorno dal demente...

La notte passa tranquilla, il mio bus è alle sei e mezza del mattino ed ovviamente gli idioti (forse parenti del demente) dell'hotel hanno chiuso la porta a chiave ed in giro non c'è anima viva, nonostante li avessi avvertiti la sera prima. Invece di spaccare la vetrata di ingresso, cosa che forse avrebbero meritato, trovo una stanza con una finestra che da sulla strada e mi lancio fuori... il bus arriva, ed io riparto per il Cairo, dove ovviamente piove...

Nota bene:

Western Desert Tours, l'agenzia di Khaled per escursioni a piedi, in jeep e su cammello nel deserto, puo' essere contattata tramite il sito web www.westerndeserttours.com

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inserito il 19/01/2011
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